Il quadro normativo di riferimento
Molti credono che varcato il cancello della caserma la Costituzione resti fuori. Sbagliato. Sei un militare, non un suddito.
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Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010): L'art. 1350 impone correttezza e rispetto. Se il tuo superiore ti tratta come un sacco dell'immondizia, sta violando il suo stesso Codice.
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Art. 2087 Codice Civile: È il "sacro Graal" della sicurezza sul lavoro. L’Amministrazione Difesa ha l’obbligo di tutelare la tua integrità fisica e morale. Se non lo fa, ne risponde.
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Giurisprudenza: La Cassazione è stata chiara: anche nelle Forze Armate, se c’è un disegno persecutorio (l'animus nocendi), è mobbing. Punto.
Come si manifesta il mobbing in ambito militare
Dimentica le urla in faccia alla G.I. Jane. Il mobbing militare moderno è più subdolo, quasi chirurgico:
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Svuotamento delle mansioni: Ti lasciano a guardare il muro mentre i tuoi parigrado vanno in missione.
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Iper-controllo punitivo: Rapporti disciplinari per un granello di polvere sul passante o per un ritardo di 30 secondi, mentre altri fanno il bello e il cattivo tempo.
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Trasferimenti "punitivi" mascherati: Spostamenti d'ufficio o di sede senza una reale esigenza operativa, solo per sradicarti dai tuoi affetti.
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Isolamento sociale: Il "muro di gomma". I colleghi smettono di parlarti per paura di essere associati al tuo "marchio d'infamia".
Cosa fare subito (senza fare errori)
Cosa FARE:
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Il Diario di Bordo: Segna tutto. Data, ora, luogo, chi c'era e cosa è stato detto. Ogni parola fuori posto è un proiettile per la tua causa.
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Documentazione: Conserva ordini di servizio, email, messaggi e note caratteristiche. Se ti abbassano il punteggio senza motivo, quella è la "pistola fumante".
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Supporto Medico: Se non dormi, hai l’ansia o tachicardia, vai dal medico. Ma attenzione: certifica tutto presso strutture civili o la CMO (Commissione Medico Ospedaliera) se necessario, per collegare lo stress al servizio.
Cosa NON FARE:
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Insubordinazione: È la trappola perfetta. Se reagisci male, passi dalla parte del torto in 3 secondi netti. Mantieni il "mussolini" (il contegno), saluta e poi agisci legalmente.
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Isolarti: Cerca alleati. Anche fuori dall'ambiente militare.
A chi rivolgersi (canali reali)
Oggi hai più strumenti rispetto a dieci anni fa. Non aver paura di usarli:
| Canale |
Utilità |
| Sindacati Militari (LRM, etc.) |
La vera novità. Grazie alla Legge 46/2022, hai dei rappresentanti che possono farsi sentire senza timore di ritorsioni. |
| Avvocato Militare |
Fondamentale. Non un avvocato qualunque, serve qualcuno che mastichi il COM a colazione. |
| Procura Militare |
Se il mobbing sfocia in reati come ingiuria, minaccia o abuso di autorità. |
| TAR (Tribunale Amministrativo) |
Per impugnare trasferimenti o sanzioni disciplinari palesemente illegittime. |
Difendersi: strategia, non istinto
Difendersi dal mobbing in ambito militare richiede lucidità.
Non è una battaglia di forza, ma di tenuta, documentazione e strategia.
Spesso le strade sono tre:
- Ricondurre la situazione alla normalità tramite segnalazioni interne;
- Costruire un percorso legale per tutela e risarcimento;
- Valutare un’uscita consapevole, se il contesto è compromesso.
Nessuna di queste è una sconfitta. È gestione del danno.
Conclusione
Difendersi non significa tradire il corpo d'appartenenza o "fare l'infame". Significa onorare la divisa pretendendo che chi la indossa rispetti le leggi dello Stato.
Il mobbing prospera nel silenzio e nell'omertà di chi pensa che "si è sempre fatto così". Ma come direbbe qualcuno di molto saggio: "Il male trionfa quando i buoni rimangono a guardare".
Non restare a guardare la tua carriera che va a rotoli. Reagisci con la legge.