Quando il lavoro ti fa ammalare, non è solo una questione sindacale o legale.
Il mobbing, se protratto, può diventare un rischio per la salute, e come tale rientrare nella competenza dello SPRESAL – il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro.
Se hai sintomi da stress, pressione psicologica continua o un ambiente insicuro, lo SPRESAL può intervenire, anche con ispezioni mirate.
Cos'è lo SPRESAL e cosa fa
Molti lavoratori non ne hanno mai sentito parlare, ma lo SPRESAL — acronimo di Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro — è uno degli organi pubblici più importanti quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro.
Fa parte delle ASL territoriali, ma non si occupa di curare, bensì di prevenire danni alla salute nei luoghi di lavoro, con poteri ispettivi reali.
Il suo compito principale è quello di vigilare sull’applicazione delle normative in materia di sicurezza, tutelare la salute dei lavoratori, controllare che le aziende rispettino gli obblighi minimi previsti dalla legge, soprattutto in relazione a:
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rischi fisici (macchinari, strutture, sostanze chimiche),
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rischi organizzativi (orari massacranti, mancanza di pause),
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rischi psicosociali (stress, pressione continua, ambienti ostili, mobbing).
E sì: anche lo stress da mobbing rientra in questa categoria, perché può generare disturbi fisici e mentali riconosciuti come patologie professionali (disturbi d’ansia, gastriti, insonnia, burnout, depressione reattiva).

Quali sono i poteri concreti dello SPRESAL?
A differenza di molti altri enti che “possono solo consigliare”, lo SPRESAL può agire concretamente. Ecco cosa può fare:
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Accedere ai luoghi di lavoro e condurre ispezioni, anche non annunciate;
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Verificare i documenti obbligatori che ogni azienda o ente pubblico deve avere:
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Documento di Valutazione dei Rischi (DVR),
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Piano per la gestione dello stress lavoro-correlato,
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Registro degli infortuni,
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cartelle sanitarie e di rischio;
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Controllare la sorveglianza sanitaria dei lavoratori: se ci sono patologie legate al lavoro, se vengono monitorate, se ci sono medici competenti attivi;
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Convocare il datore di lavoro o il responsabile della sicurezza (RSPP), per chiarimenti o accertamenti;
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Emettere prescrizioni vincolanti: cioè obblighi di adeguamento che devono essere rispettati entro una scadenza;
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Irrigare sanzioni amministrative e pecuniarie in caso di mancato rispetto delle norme;
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In casi gravi, trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica per violazioni penali.
Lo SPRESAL non si occupa di risarcire o giudicare le relazioni umane, ma valuta se il contesto lavorativo è pericoloso o dannoso per la salute, sia fisica che mentale.
E se lo è, può costringere l’azienda o l’ente pubblico a intervenire.
Quando c’entra col mobbing
Lo SPRESAL non è un giudice, né uno psicologo del lavoro. Non stabilisce se sei stato umiliato, ignorato o discriminato. Ma interviene quando il clima lavorativo diventa talmente tossico da rappresentare un rischio per la salute.
E questo, nel caso del mobbing, succede più spesso di quanto si pensi.
Se subisci pressioni psicologiche costanti, se sei oggetto di esclusione sistematica, se ti vengono imposti ritmi ingestibili, se vivi il lavoro con ansia costante, insonnia, nausea, attacchi di panico o stanchezza cronica, non è più solo un problema “relazionale”. È un rischio psicosociale riconosciuto dalla normativa sulla sicurezza.
Ed è proprio in questi casi che entra in gioco lo SPRESAL.
Lo stress lavoro-correlato: il ponte tra mobbing e salute
Dal 2008 in poi, anche in Italia è obbligatorio per ogni datore di lavoro — pubblico o privato — valutare i rischi legati allo stress lavoro-correlato, come previsto dal D.Lgs. 81/2008.
Questo non riguarda solo i lavori fisici o pericolosi: anche l’ambiente psicologico e organizzativo dev’essere monitorato. Il datore di lavoro ha il dovere di:
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valutare se l’ambiente è potenzialmente dannoso per il benessere mentale delle persone,
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prevedere misure correttive,
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intervenire quando emergono segnali di disagio collettivo o individuale.
Il mobbing, se sistemico o tollerato nel tempo, è una violazione diretta di questi obblighi.
E se viene segnalato — ad esempio con una relazione medica, un referto, una testimonianza documentata — lo SPRESAL può valutare se ci sono omissioni nella valutazione dei rischi o negligenze nell’organizzazione del lavoro.
In pratica: se un’azienda o un ente non ha fatto nulla per prevenire o gestire il deterioramento del clima lavorativo, può essere sanzionato. E può essere obbligato a cambiare le cose.
Quando ha senso attivare lo SPRESAL?
Non in ogni caso, ma in tutti quei casi in cui il mobbing ha già prodotto un effetto sulla salute:
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se sei in malattia per motivi di stress lavoro-correlato;
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se hai ricevuto una diagnosi o una certificazione medica (anche da medico di base o psicologo);
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se sei seguito dal medico competente dell’azienda e hai segnalato il tuo disagio;
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se hai provato a segnalare internamente la situazione e non è cambiato nulla.
In tutti questi scenari, può esserci un rischio per la salute legato all’ambiente di lavoro, e quindi una competenza dello SPRESAL.
Lo SPRESAL, in quel momento, non ti chiederà “chi ha iniziato”. Non giudica le intenzioni. Ma accerta se esiste una responsabilità oggettiva dell’azienda o dell’ente, per non aver gestito correttamente un rischio noto e prevedibile.
Cosa può fare lo SPRESAL
Lo SPRESAL ha poteri ispettivi reali e immediati. Può entrare in azienda o in un ente pubblico, accedere agli ambienti di lavoro e richiedere documenti interni senza preavviso. Se riceve una segnalazione credibile che riguarda lo stress lavoro-correlato o un ambiente nocivo, può avviare un’ispezione formale.
Durante l’ispezione, verifica se l’azienda ha rispettato gli obblighi previsti dal Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008): esistenza e aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), gestione dello stress lavoro-correlato, presenza del medico competente, tracciamento degli infortuni, cartelle sanitarie, verbali del RLS.
Può convocare il datore di lavoro, il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), e altri soggetti interni per raccogliere chiarimenti e responsabilità. Se riscontra mancanze, può:
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emettere prescrizioni vincolanti (obblighi di adeguamento entro termini precisi),
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applicare sanzioni pecuniarie per omissioni gravi,
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in caso di violazioni sistemiche, trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica.
In concreto, lo SPRESAL non entra nel merito del mobbing relazionale, ma colpisce l’azienda se ha ignorato o sottovalutato i segnali di un ambiente dannoso per la salute.
Se i tuoi sintomi sono legati al lavoro, se l’azienda ha taciuto o non ha valutato i rischi, allora può intervenire. E spesso lo fa.
Come contattarlo e quando ha senso farlo
Se il tuo lavoro ti sta facendo ammalare — davvero, non per modo di dire — forse è il momento di fermarti e chiederti: chi sta tutelando la mia salute?
Se nessuno lo sta facendo, puoi rivolgerti tu allo SPRESAL, che è proprio il servizio della ASL che si occupa di controllare se l’ambiente in cui lavori è sicuro, anche dal punto di vista psicologico.
Non serve essere esperti, né usare termini tecnici. Basta scrivere una segnalazione semplice e sincera, raccontando quello che sta succedendo: come ti fa sentire, cosa hai subito, quali sintomi stai vivendo (ansia, mal di testa, insonnia, pianti improvvisi, attacchi di panico…). Se hai certificati medici, allegali. Se hai già segnalato qualcosa in azienda e nessuno ha fatto nulla, dillo chiaramente.
Puoi inviare tutto via PEC o email ordinaria allo SPRESAL della tua ASL di zona (puoi cercare online “SPRESAL + nome della tua città” o “SPRESAL + nome della tua ASL”). Alcune sedi accettano anche la consegna a mano. Se non sei sicuro, chiama il centralino della ASL e chiedi: “Come posso contattare lo SPRESAL per un problema legato allo stress sul lavoro?”
Ma non aspettare di stare malissimo per farlo. Non servono ricoveri o terapie pesanti per far scattare un’ispezione. Basta che ci siano segnali concreti e ignorati da chi avrebbe il dovere di intervenire.
Se il tuo datore di lavoro finge di non vedere, lo SPRESAL può guardare per davvero. E se trova qualcosa che non va, può obbligare l’azienda a intervenire.
SPRESAL e Ispettorato
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