Basta il Mobbing – Combattere il Mobbing

Combattere il Mobbing. Come ?

Il mobbing si combatte. Un passo alla volta, con gli strumenti giusti

Combattere il Mobbing
Capire se sei vittima di mobbing e iniziare a tutelarti, prima che sia troppo tardi.
Combattere il Mobbing

Gli strumenti legali, medici e psicologici per affrontare il problema in modo solido.

Combattere il Mobbing
Tecniche pratiche per reggere la pressione e non perdere lucidità.
Combattere il Mobbing

Cosa può succedere dopo: scenari, diritti, ricostruzione personale e professionale.

Combattere il Mobbing

Cosa fare subito

Verifica il rispetto delle normative sul lavoro, compresi turni, ferie, ordini vessatori, demansionamenti e discriminazioni.
Puoi segnalare situazioni di mobbing, pressioni indebite, o violazioni contrattuali.
Scrivi una relazione precisa, documentata, con date, fatti e nomi.


Basta Mobbing - Come Difendersi

Costruire una difesa

1. Scegli i tuoi alleati

Avvocato del lavoro

Nessun amico di famiglia, per cortesia.
Deve avere esperienza con casi di mobbing o violazioni aziendali. Se non ne conosci, contatta associazioni territoriali o sportelli antimobbing.

Medico di Base


Parlaci. E parlagli della tua ansia, insonnia o disagio o altri sintomi . Servirà per avere una prima certificazione sanitaria, utile più avanti. Se possibile, consulta anche uno psicologo (privato, ASL o centro antiviolenza).

Sindacati


Se il tuo sindacato interno minimizza o è troppo vicino all’azienda, cercane uno esterno o autonomo.
Chiedi se hanno già trattato casi simili.

Non isolarti!


Se c’è una persona neutrale e affidabile nel tuo ambiente (collega, ex collega, testimone), parlane. Avere anche solo una testimonianza “informale” può essere utile dopo.

2. Raccogli prove

Quando si subisce mobbing, è naturale voler parlare, sfogarsi, raccontare tutto a chiunque sembri ascoltare. Ma attenzione: uno sfogo non è una prova. Una sensazione non è un fatto. Una chat con un amico non è un documento.

Le aziende (e i loro avvocati) giocano su questo: sul fatto che il mobbing è quasi sempre fatto a voce, in modo ambiguo, senza testimoni diretti o con complicità interne.

E quindi, se tu non raccogli nulla in modo ordinato, ti ritrovi con la verità... ma senza modo di dimostrarla.

Il tuo obiettivo deve essere uno solo: creare un archivio ordinato e coerente di prove, documenti, comportamenti anomali e reazioni psico-fisiche, giorno dopo giorno.
Non serve essere un investigatore. Serve costanza.
E metodo.

Conosci i ruoli

Non basta scrivere mail. Bisogna scriverle alle persone giuste.
Uno degli errori più frequenti è lamentarsi con chi non ha né potere né responsabilità: colleghi, segreterie, referenti generici.

In ogni azienda – soprattutto se pubblica o partecipata – ci sono figure con responsabilità legali e obblighi precisi.
E metterle in copia conoscenza (CC o CCN) nelle comunicazioni scritte può fare la differenza tra una segnalazione ignorata e una presa in carico formale.

3. Attiva chi ha il dovere di agire

*Medico Competente

In tutte le aziende con più di 15 dipendenti, la presenza del medico competente è obbligatoria per legge. È una figura nominata dal datore di lavoro per valutare l’idoneità dei lavoratori rispetto ai rischi professionali.

Ma attenzione: non è un medico “di parte”. Anche se scelto dall’azienda, ha doveri precisi verso i lavoratori, in primis quello di tutelarne la salute psicofisica.

Se inizi ad accusare malessere legato al contesto lavorativo – insonnia, ansia, pressione al petto, gastrite, attacchi di panico – hai il diritto di chiedere una visita straordinaria di idoneità. Non devi aspettare che sia l’azienda a convocarti.

Puoi farlo scrivendo direttamente al datore di lavoro o all’ufficio del personale, meglio tramite PEC, indicando chiaramente che richiedi la valutazione della tua idoneità alla mansione per motivi di salute.

Durante la visita, spiega tutto: come ti senti, quali sintomi hai, cosa ti sta accadendo in ufficio.

Il medico può:

  • dichiararti idoneo con prescrizioni,

  • dichiararti temporaneamente non idoneo,

  • oppure attivare un percorso con il datore per ridurre il rischio.

Se hai già referti del tuo medico di base o di uno psicologo, portali con te: possono rafforzare il quadro clinico.

Inoltre, il medico competente deve contribuire alla valutazione dello stress lavoro-correlato prevista nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Se non lo fa, o se l’azienda rifiuta o ignora la tua richiesta, puoi segnalarlo allo SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) della tua ASL.

4. Attiva gli Enti Ispettivi

5. Quando fare una denuncia

Denuncia penale

  • Se ci sono minacce, molestie, persecuzioni, danni alla salute mentale documentati.

  • Va presentata presso la Procura della Repubblica, con l’assistenza di un avvocato o presso le forze dell'ordine.

  • Può portare all’apertura di un’indagine contro specifiche persone fisiche.

Causa civile

  • Se vuoi ottenere un risarcimento economico per danno biologico, esistenziale o professionale.

  • Richiede prove solide: documenti, referti, testimonianze, mail.

  • Può avvenire dopo o in parallelo alla causa di lavoro.

Giudice del Lavoro

  • Quando vuoi ottenere il reintegro, il riconoscimento del mobbing o l’annullamento di un provvedimento disciplinare.

  • Va valutato con l’avvocato, sulla base della documentazione raccolta e dei testimoni disponibili.

  • È lo strumento giusto quando l’azienda ha agito formalmente contro di te (richiami, trasferimenti punitivi, licenziamento).

Esposto Ispettivo

  • Se vuoi far attivare un controllo da parte di Ispettorato, ASL o altri enti.

  • Può essere anonimo o firmato, ma sempre circostanziato e preciso.

  • È utile anche in fase iniziale, prima di arrivare in tribunale.

Centri Mobbing

I Centri pubblici per il disagio lavorativo offrono ascolto clinico e valutazioni con valore medico-legale.
Basta Mobbing - Meditazione

Come non crollare

Basta Mobbing - Uscire dal Mobbing

Uscire dal Mobbing

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